PERCORSI ALLA SCOPERTA DELLA CONCA DEI 13 LAGHI

Dalla stazione d’arrivo della seggiovia posta sul Bric Rond 2540 m si raggiunge la vicina Casermetta. Dai ruderi svoltando a sinistra, ci si porta nella sottostante mulattiera che scende assai rapidamente per un costone erboso. Tenendo il sentiero, in breve si passa sopra il Lago Primo 2299 m e sopra il prosciugato Lago della Carota si raggiunge il Lago dell’Uomo 2360 m, ricchissimo di guizzanti salmerini ed assai caratteristico, camminando su un viottolo che sale e scende lungo pittoresche dune erbose, ci si porta verso un gruppo di ricoveri militari 2395 m, che furono edificati dalle truppe alpine nel lontano 1907.

Tra le casermette, si incontra un sentiero che scende fino al grosso caratteristico Lago della Draio 2365 m. Tralasciato questo sentiero si prosegue in direzione S, passando a monte del Lago Lungo 2503 m, dei due Laghi Gemelli 2.517 m, e per toccare i due Laghi Verdi 2.493 m. Seguite il sentiero fino a raggiungere il grazioso Lago Rametta 2586 m, conosciuto anche come Lago dei Cannoni. Contornato l’invaso, si continua in direzione Ovest verso il Bric Rond.

Dalla stazione d’arrivo della seggiovia posta sul Bric Rond 2540 m, anziché scendere direttamente verso la Conca dei 13 Laghi, ci si dirige sull’itinerario a sinistra che si diparte sotto il torrione roccioso del Cappel d’Envie. Quindi proseguendo a mezza-costa in direzione SE si raggiunge il Lago Rametta (2.586 m), conosciuto anche come Lago dei Cannoni.

Lasciato a destra l’itinerario, si sale sul sentiero in direzione S-E. Quando il sentiero compie una stretta svolta a sinistra, in prossimità di una sorgente, si abbandona il tracciato fin qui seguito e si devia sulla destra, seguendo tracce più o meno evidenti che tagliano un pendio di rocce rotte e massi accatastati. Raggiunta una insellatura della cresta spartiacque, attraverso la quale si comunica con la Val Pellice, si passa sul versante che dà su quest’ultimo bacino e si comincia a risalire, lungo un viottolo abbastanza marcato, il pendio terminale del M. Cornour. Con numerosissimi zig-zag ci si porta in quota e, ritornati sul versante della montagna che guarda verso i 13 Laghi, si tocca la cima del rilievo posta a 2868 m (ore 1.50 dal Bric Rond).

Dalla sommità del Cornour, su cui spiccano una croce ed un segnale trigonometrico, si può godere un buon panorama sul Monviso, sui gruppi delle Ramiere, dell’Albergian, del Bucie e del Gran Queyron e sui più lontani massicci del M. Rosa, del Gran Paradiso e del Delfinato. Ritornati al bivio dove si era abbandonato l’itinerario n. 1, per rendere più interessante la gita, si consiglia di seguire questo percorso e rientrare alla stazione di partenza del Pian Alpet (2.232 m.), passando per i laghi e “la conca”.

Dalla stazione d’arrivo della seggiovia posta sul Bric Rond 2540 m si raggiunge la vicina Casermetta. Dai ruderi svoltando a sinistra, ci si porta nella sottostante mulattiera che scende assai rapidamente per un costone erboso.

Quasi subito si viene a fiancheggiare il grosso Lago dell’Uomo 2360 m quindi, scavalcando il suo esile emissario, si toccano i numerosi ricoveri militari 2395 m (ore 0.30), ormai ridotti allo stato di rudere. Nei pressi degli edifici, un sentiero ben evidente si origina sulla destra e con numerose svolte, si insinua nel vallone, venendo a passare al di sotto di una selvaggia bastionata rocciosa, su cui qui e là si possono osservare isolati e contorti arbusti di pino cembro.

Passando tra verdi zone pascolive e radi larici, la mulattiera tocca le Bergerie del Torre 1892 m ove, ad estate inoltrata, si possono osservare le splendide, ma letali, fioriture di colore viola del velenosissimo aconito. Incontrata una strada a fondo naturale, la si segue in discesa.

Attraversando il nucleo di Miande Lausarot 1772 m si raggiungono le case di Miandette 1699 m dove abbandonata la strada su mulattiera in direzione N-E, in breve si può raggiungere il piazzale di partenza della seggiovia.

Dalla stazione d’arrivo della seggiovia posta sul Bric Rond 2540 m si raggiunge la vicina Casermetta. Dai ruderi svoltando a sinistra, ci si porta nella sottostante mulattiera che scende assai rapidamente per un costone erboso. Da qui si prosegue fino ai ricoveri militari 2395 m, dove lasciata a destra la mulattiera che scende a valle proseguendo in direzione S-O, in leggera discesa si raggiunge il Rio dei 13 Laghi. Oltre il rio si risale con alcuni tornanti il costone Belvedere. Di qui, in discesa, si raggiunge e si supera il pietroso vallone di Clapou e, seguendo la mulattiera, in salita si perviene al Colle Giulian 2451 m, (ore 2.00 dalla partenza).

Questo valico riveste una grandissima importanza di carattere storico, in quanto il 29 agosto 1689, vi transitarono i valdesi che, partiti da Ginevra il 17 dello stesso mese, rientravano dall’esilio (cui erano stati costretti nel 1686), alle valli natie. Sul Colle Giulian, in particolare, i protestanti (300 uomini, su 900 partiti), misero in fuga un piccolo contingente sabaudo, che cercava di contrastare il passo ed impedire loro di scendere a Bobbio Pellice ove, il 1° settembre 1689, nella radura di Sibaud giurarono solennemente di mantenere l’unità e l’ordine nelle terre riconquistate.

Scavalcato il Colle, anziché scendere verso la Val Pellice e le visibili Bergerie del Giulian 2097 m, per un ampio sentiero si volge a destra seguendo un’altra mulattiera ben evidente che prosegue parte sul crinale spartiacque e parte a mezzacosta lungo le erbose pendici meridionali del M. Giulian. Con alcuni comodi tornantini sorretti da muri a secco, il tracciato mette all’insellatura del Passo dar Loup 2456 m dal quale, in breve si scende al vicinissimo Passo di Brard 2450 m, anch’esso comunicante con il Corso del Pellice (ore 2,30 dalla partenza).

Superato il Colle di poche decine di metri, si abbandona il tracciato fin qui seguito segnalato g.t.a., che prosegue verso il Rifugio Lago Verde, per imboccare, sulla destra, un evidentissimo viottolo lastricato e poggiante sui bei muriccioli in pietra che si dirige in discesa verso N. Dopo un breve tratto di strada, nei pressi dello spumeggiante Rio delle Miniere, un altro bivio consente di accedere al passo di Viaforcia 2258 m e a Bout du Col (sinistra) o a Giordano lungo il Vallone delle miniere.

Imboccato quest’ultimo sentiero, dunque, si divalla abbastanza velocemente attraversando dapprima una zona arbustiva di ontani e rododendri, quindi ampie zone pascolive splendidamente fiorite nella prima metà di luglio. Questo splendido vallone prende il nome delle due gallerie minerarie, poste poco a ridosso della mulattiera nella sua parte intermedia e difficilmente individuabili, dalle quali nel XIX secolo si estrassero per un certo periodo discrete quantità di calcopirite cuprifera (cioè ricca di rame). Il toponimo del luogo presso cui le due cave si aprono ricorda evidentemente la frenetica attività che in questa zona si svolgeva e che venne abbandonata a fine ‘800 a causa della concorrenza esercitata dalle vicine miniere del Beth, collocate nel Vallone di Massello

Continuando a scendere nella ridente conca pascoliva si raggiunge una zona a bosco caratterizzata da fitti lariceti, per i quali si tocca il Pont da Riou 1729 m e i successivi alpeggi di la Sello 1703 m e la Filharia. Su strada carrozzabile, a questo punto si cala agevolmente all’abitato di Giordano 1552 m e di qui, alla stazione d’avvio della seggiovia.